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Con l’apertura del “MUZA” continua lo spettacolo di Valletta 2018

28 Febbraio 2019

Cosa resterà dell’anno di Valletta Capitale Europea della Cultura?
Una città totalmente rinnovata che non vuole smettere di evolversi ed un nuovo splendido museo.

Il 15 dicembre 2018 si è concluso ufficialmente l’anno di Valletta Capitale Europea della Cultura 2018. L’esposizione mediatica a cui è stata sottoposta la capitale maltese in questo anno cruciale, ha certamente giovato all’immagine di Malta nel mondo. Valletta, ma in realtà tutto l’arcipelago, non ha disatteso le aspettative e grazie a un fittissimo calendario di eventi e ai grandi lavori urbanistici a cui è stata sottoposta si è mostrata ai suoi visitatori come una Città dal forte carattere internazionale, che ha saputo valorizzare il proprio patrimonio culturale millenario, offrendosi al pubblico in una veste nuova e contemporanea, con il risultato di raggiungere eccezionali risultati nei flussi turistici.
Per Valletta, come per ciascuna città che ha meritato il titolo di Capitale Europea della Cultura, la principale sfida è quella di lasciare traccia di questo anno speciale, e poter offrire alle generazioni future un’eredità che sia frutto dei risultati raggiunti.

È per questo che proprio il 15 dicembre 2018, ha aperto al pubblico il MUZA, il museo nazionale comunitario di Malta, fiore all’occhiello dell’intero progetto Valletta 2018.
Un’attrazione che espone oltre 20.000 pezzi e che rappresenta una significativa evoluzione nella storia dei musei a Malta. Il MUZA rappresenta infatti il perfetto simbolo di connessione tra passato e futuro e si pone a Malta come una nuova tipologia di museo, in linea con gli ultimi sviluppi delle tecniche espositive che seguono la dichiarazione sottoscritta durante il G7 della cultura di Firenze del 2017.
Il MUZA promuove una maggiore partecipazione della comunità a partire dalla stessa collezione, i cui pezzi potranno essere intesi come strumenti di coesione sociale, rappresentando le diverse identità culturali di una nazione cosmopolita come quella maltese. Anziché racchiudere la collezione all’interno di categorie rappresentative di regioni e territori, i pezzi sono esposti con canoni più elastici, che rifiutano la gerarchia è che sono ripensati secondo i criteri di inclusione.
Questa assieme alle altre strategie messe a punto dal curatore e project leader Sandro Debono sono rivolte al massimo coinvolgimento del pubblico, che verrà messo al centro dell’attenzione, pur continuando a riconoscere il valore della collezione del museo, le cui origini risalgono agli anni ’20 del secolo scorso.

La nuova sede del MUZA è lo storico Auberge d’Italie in Marchant’s Street, antico ricovero dei Cavalieri di San Giovanni di origine italiana e già sede di Malta Turism Authority, che per l’occasione è stato totalmente restaurato con un investimento di 10 milioni di euro. La storia stessa dell’edificio fa parte della cultura maltese e l’insediamento qui del MUZA serve a metterla ancora più in luce. Il costo del museo è di 7 euro e l’apertura al pubblico e dalle ore 9:00  alle ore 16:30.

Per maggiori info consultare il sito https://muza.heritagemalta.org

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