IL VALORE DEL BRAND UNESCO
Newsletter a cura del WTE

Il valore del brand Unesco
Il “brand” UNESCO ha assunto, negli ultimi anni, un ruolo sempre più importante per incrementare l’attrattività di una destinazione turistica, conferendole un significativo vantaggio competitivo, che si traduce spesso in un incremento delle presenze già dopo qualche anno dal riconoscimento. Da tempo, l’iscrizione nella WHL UNESCO ha un’influenza crescente sulla motivazione di viaggio culturale da parte di turisti sempre più consapevoli e sempre più alla ricerca di esperienze. Turisti che, peraltro, per la maggior parte appartengono a una fascia medio – alta e hanno buone capacità di spesa.




Secondo una recente analisi Isnart, dell’ottobre scorso, il turismo culturale rappresenta oggi, una delle prime motivazioni di viaggio per i turisti sia nazionali che, soprattutto, stranieri. E il valore aggiunto dei beni UNESCO in questo contesto è evidente: il 74% degli intervistati era consapevole della presenza di un bene patrimonio mondiale sul territorio scelto per la vacanza e, per ben il 71% la presenza stessa del bene ha influito sulla motivazione di viaggio.



Negli ultimi anni, l’accreditamento di una destinazione turistica è diventato un elemento importante per aumentarne l’attrattività, e il brand UNESCO è sicuramente uno dei “top brand” in tal senso, capace -come dicevamo- di fornire un vantaggio competitivo rispetto ad altre destinazioni turistiche. Tuttavia, non bisogna dimenticare che, sempre di più oggi il turista vuole fare esperienza di un territorio nel suo complesso, non solo culturale e naturalistica, ma anche enogastronomica. Del resto, l’enogastronomia tipica è territorio, è tradizione, è economia, ma anche società e cultura.
Non è un caso che i viaggi turistici legati all’enogastronomia generino ben 9 miliardi di euro di spesa diretta, facendo della cucina italiana una delle principali motivazioni di scelta turistica.


In altri termini, il patrimonio enogastronomico locale rappresenta un fattore sempre più importante di attrattività dei territori. Lo sostiene, tra gli altri, una recente ricerca di Fondazione Qualivita sul Patrimonio UNESCO e le Indicazioni Geografiche, evidenziando come il riconoscimento congiunto possa fungere da driver per il turismo e lo sviluppo sostenibile del territorio.
In tutto questo non dimentichiamo che la Dieta Mediterranea e la Cucina Italiana sono già patrimonio UNESCO.

Cosa comporterebbe questa iscrizione della cucina italiana nella WHL sul turismo?
Secondo una valutazione di Fiepet – Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici Confesercenti con la cucina italiana patrimonio mondiale, l’impatto sulle presenze turistiche sarebbe immediato, con incrementi tra il 6% e l’8% nei primi anni successivi al riconoscimento, con una spinta alle presenze turistiche pari a 18 milioni in più in due anni, senza contare il valore che il riconoscimento avrebbe come leva promozionale per il settore agroalimentare, della ristorazione e dell’accoglienza italiana.
Del resto, prima di quella italiana altre cucine hanno avuto il riconoscimento -da quella francese a quella giapponese e messicana- ma la nostra tradizione culinaria sarebbe la prima a vedersi riconosciuto il proprio valore identitario, sociale e culturale.

L’appuntamento con il World Tourism Event for World Heritage Sites è ad Assisi dal 24 al 25 settembre 2026.
Lo staff del WTE è a disposizione per trovare la migliore soluzione di partecipazione all’evento.
Per informazioni: Tel 3382586688 | mail info@wtevent.it | www.wtevent.it

