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Le Terre del riso patrimonio Unesco, il progetto di Regione e Università

14 May 2019

Le Terre del riso patrimonio Unesco, il progetto di Regione e Università

Siglato un accordo di collaborazione con l’ateneo del Piemonte Orientale

Le terre piemontesi del riso nel novero dei siti patrimonio dell’umanità. Di una possibile candidatura Unesco del «triangolo d’oro» del chicco italiano formato dalle province di Vercelli, Novara e Biella, in cui viene prodotto oltre il 50 per cento del riso italiano, si parla da tempo, anche sulla spinta dell’entrata dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato nell’elenco dei siti Unesco nel 2014.

Un nuovo passo in avanti arriva ora grazie a una collaborazione appena sottoscritta tra Regione Piemonte e Università del Piemonte Orientale, ateneo che si incastona perfettamente nel triangolo d’oro avendo sedi accademiche proprio nelle città risicole. L’accordo, sottolineano dall’assessorato all’Agricoltura, «è fondamentale in prospettiva di una futura presentazione del dossier di candidatura delle terre d’acque piemontesi a patrimonio Unesco»: le risaie allagate, che in queste settimane contribuiscono a creare il panorama unico del «mare a quadretti», potrebbero entrare nella lista piemontese Unesco.

L’accordo di collaborazione è stato siglato a Torino dal rettore dell’Upo, Gian Carlo Avanzi, e dall’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero, e ha durata biennale. «Il patto appena siglato rientra pienamente nelle linee di sviluppo del nostro Ateneo – dichiara Avanzi -; nonostante la modernità ci imponga una costante innovazione tecnologica e uno sguardo rivolto oltre confine, l’Università del Piemonte Orientale vuole continuare a dare impulso allo sviluppo socio-economico e culturale dei territori in cui affonda le radici». La prima azione di cooperazione scientifica tra Upo e Regione riguarderà la raccolta di dati e lo studio delle tradizioni proprie delle comunità risicole, per poter consolidare il patrimonio della cultura tipica delle «terre d’acqua» del Piemonte. Che hanno tutti i presupposti per entrare nell’olimpo dei siti patrimonio dell’umanità: la regione rappresenta il cuore della produzione risicola europea, perché detiene il primato in tonnellate prodotte. Inoltre il Piemonte, e in particolare le province di Vercelli e Biella, possiedono l’unica dop del riso esistente in Italia, il riso di Baraggia vercellese e biellese; inoltre le risaie sono attraversate da un’infrastruttura unica nel suo genere come il Canale Cavour, impresa di ingegneria civile di 82 chilometri di lunghezza che tre anni fa stregò anche il presidente Mattarella, arrivato a Vercelli per i 150 anni del canale.

Fonte @La Stampa – Roberto Maggio