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Dall’Aquila alla Maiella, sui passi di papa Celestino V tra città d’arte, eremi, natura e geoparchi UNESCO

12 Settembre 2026

Newsletter a cura del WTE

Dall’Aquila alla Maiella, sui passi di papa Celestino V tra città d’arte, eremi, natura e geoparchi UNESCO
 
Ad esclusione delle faggete vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, c’è un itinerario che collega idealmente luoghi, pratiche e tradizioni abruzzesi plurisecolari poste sotto tutela dall’UNESCO. Un percorso unico, di originale e policroma bellezza, che dal capoluogo regionale, attraverso la valle dell’Aterno e l’areale Peligno si inerpica lungo i sentieri della Maiella madre, per scendere poi verso le colline Frentane e giungere infine sull’Adriatico costeggiato dai trabocchi.

Cammino Grande di Celestino nella Valle Peligna (ph. Ivan Masciovecchio)

Benvenuti sul Cammino Grande di Celestino, oltre 200 chilometri di stupore e meraviglia diffusa procedendo sui passi dell’eremita Pietro Angelerio che, dal suo piccolo rifugio scavato nella roccia del Morrone, nel 1294 raggiunse L’Aquila per essere incoronato papa con il nome di Celestino V.
Il nostro viaggio non può che partire da qui, dalla magnificenza della Basilica di Santa Maria di Collemaggio dove sono conservate le sue spoglie e che da oltre settecento anni accoglie e rinnova il rito sacro della Perdonanza Celestiniana, la celebrazione religiosa riconosciuta nel 2019 dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità, con l’apertura solenne della Porta Santa prevista nelle giornate del 28 e 29 agosto.

Tra le innumerevoli bellezze che la città premiata con il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026 può offrire, oltre a una notevole quantità di palazzi nobiliari e chiese affrescate nascoste nel suo vasto centro storico, c’è sicuramente il Castello cinquecentesco, sede del MuNDA (Museo nazionale d’Abruzzo) con la sua collezione di reperti archeologici, dipinti e sculture dal Medioevo ai giorni nostri, nonché dimora dell’imponente esemplare di Mammuthus meridionalis, uno dei più grandi e completi scheletri fossili di Mammut di tutta Europa. Nel parco che lo circonda, all’altezza del Bastione Est, un cippo in pietra celebra la prima scalata documentata sul Gran Sasso d’Italia compiuta dall’ingegnere bolognese Francesco De Marchi nel 1573, autentico precursore dell’alpinismo moderno, pratica anch’essa riconosciuta nel 2019 patrimonio UNESCO.

Veduta di Pacentro

Sempre a Pescasseroli, l’area conosciuta come la Difesa, ospita i 194 ettari della foresta di Coppo del Principe, bellissima e suggestiva porzione di verde fondamentale per l’orso bruno marsicano e per alcune specie forestali preziose come il picchio dalmatino e il coleottero Rosalia alpina. Infine, il sito più vasto – ben 325 ettari – lo troviamo nella Val Fondillo, tra i territori di Opi e Civitella Alfedena. È costituito da due foreste, quella di Cacciagrande e di Valle Jancino, le uniche attraversate da diversi corsi d’acqua; zone umide scrigni di biodiversità nelle quali convivono specie altrove rare, dalla salamandra pezzata appenninica all’orchidea Scarpetta di Venere.

Suddiviso in dodici tappe, dopo aver seguito il corso del fiume Aterno, tra ponti romani, torri di avvistamento e fontane trecentesche, il Cammino Grande di Celestino giunge in valle Peligna toccando la monumentale Abbazia di Santo Spirito al Morrone e successivamente il borgo di Pacentro dominato dalle torri del Castello Caldora e sede ogni prima domenica di settembre della Corsa degli Zingari, evento tradizionale risalente al XVIII secolo avviato al riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità.

Parco nazionale della Maiella, eremo di San Bartolomeo in Legio

Si entra quindi nel territorio del Parco nazionale della Maiella, che nel 2021 è stato nominato Geoparco mondiale UNESCO grazie alla presenza di 95 geositi di cui almeno 22 di valenza internazionale, unita ad una biodiversità di flora e fauna tra le più ricche del Mediterraneo e alla millenaria presenza dell’uomo testimoniata da giacimenti preistorici, eremi – anch’essi da diversi anni oggetto di studi per entrare tra i patrimoni UNESCO – e incisioni di pastori e briganti.

Caramanico Terme (Pe). Escursione alla Valle dell’Orfento, Parco Nazionale della Majella.

Infine, usciti dai confini del parco, all’altezza di Serramonacesca il percorso incrocia il tracciato del tratturo Centurelle-Montesecco, derivazione del più celebre Tratturo Magno, l’erbal fiume silente di dannunziana memoria attraversato dai pastori durante la plurisecolare pratica della transumanza, dal 2019 patrimonio culturale immateriale dell’umanità, regalando gli ultimi squarci di meraviglia prima della discesa verso il mare.


L’appuntamento con il World Tourism Event for World Heritage Sites è ad Assisi dal 24 al 25 settembre 2026.
Lo staff del WTE è a disposizione per trovare la migliore soluzione di partecipazione all’evento.
Per informazioni: Tel 3382586688 | mail info@wtevent.itwww.wtevent.it