GENOVA


12/14 SETTEMBRE 2024

SALONE INTERNAZIONALE
DEL TURISMO

for World Heritage Sites

Logo 15 Anni

I siti Unesco del Giappone

05 Luglio 2023

Newsletter a cura del WTE

I siti Unesco del Giappone

Il Giappone vanta ben 25 siti dichiarati Patrimonio mondiale Unesco, di cui 20 culturali e 5 naturali: antichi luoghi di culto shintoisti e buddisti, in cui la storia e la profonda spiritualità nipponica si fondono con una natura e un’architettura dalle caratteristiche inconfondibili; siti storici, che testimoniano l’antica cultura del Paese del Sol Levante, e naturali, che si contraddistinguono per la ricchezza davvero unica di colori, di flora e di fauna. Testimoni, tutti, di come il paesaggio e la cultura del Giappone più antico continuino ad avere un ruolo fondamentale e attuale nella società moderna del Paese.

Tra i siti Unesco più noti vi è senz’altro il Monte Fuji, la vetta più alta del Giappone con i suoi oltre 3mila 700 metri di altezza. Considerato montagna sacra, per molti giapponesi la sua ascesa equivale, tutt’oggi, a un pellegrinaggio. Per questo è venerata e rispettata come luogo di importanza spirituale. Meno noti, ma altrettanto suggestivi sono, invece, i siti sacri e le vie di pellegrinaggio Shugendo sulla catena montuosa di Kii, che testimoniano la fusione tra la religione tradizionale shintoista e quelle buddista e taoiste arrivate dalla Cina.

 

Tra i più conosciuti e frequentati siti Unesco giapponesi è anche il Memoriale della Pace di Hiroshima, testimone silenzioso della catastrofe causata dalla bomba atomica sganciata sulla città il 6 agosto 1945 e, al contempo, simbolo dell’invocazione del mondo intero alla pace.

Nei pressi di Hiroshima si trova anche il suggestivo santuario shintoista di Itsukushima che si erge, nel suo colore rosso, nel mare dell’isola di Miyajima per celebrare gli dei che proteggono la popolazione dalle calamità marine e dalle guerre.

Da non perdere i Siti buddhisti dell’area dello Horyu-ji a Nara, un insieme di templi e strutture di culto che vanno dal VII-VIII secolo, quelli più antichi, fino a XVII-XVIII secolo. La presenza, nello stesso luogo, di templi realizzati in un arco di tempo così ampio permette al visitatore di avere un quadro unico dell’evoluzione degli stili architettonici religiosi.

Altrettanto suggestivi i Gusuku del regno di Ryukyu, nell’isola di Okinawa, una serie di castelli e strutture correlate visitando i quali si può fare un viaggio nel tempo fino al XIV-XV secolo, quando a dominare l’area era il Regno di Ryukyu.

 

Nei pressi di Nagasaki, invece, desta particolare interesse e curiosità l’insieme dei siti cristiani nascosti, che raccontano come la religione cristiana, giunta in Giappone nel corso del 500, abbia vissuto un lungo periodo di persecuzioni, dall’inizio del 1600 fino alla fine del XIX secolo, durante il quale i fedeli furono costretti a praticarla di nascosto.

Bellissimo e imponente il caratteristico Castello di Himeji o Castello dell’Airone bianco per il suo caratteristico colore bianco, uno dei più antichi e meglio conservati castelli giapponesi, realizzato nella struttura che possiamo ammirare oggi nel 1600 sulla base di un edificio precedente, risalente a due secoli prima.

Non possiamo dimenticare i Monumenti storici di Kyoto, l’antica capitale del Giappone, o i Monumenti storici dell’antica Nara, tra templi, palazzi e parchi, che rappresentano un vero e proprio viaggio nel tempo. O, ancora il gruppo dei Templi di Hiraizumi, che si contraddistingue per le sue architetture e i suoi paesaggi unici.

 

In un ambiente incontaminato e fuori dal tempo si trovano i villaggi storici di Shirakawa-go e Gokayama, con le loro caratteristiche case di montagna in stile gassho, dai tetti a triangolo, dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1995.

Altrettanto interessante dal punto di vista naturalistico, oltre che storico, è il sito della miniera d’argento di Iwami Ginzan. Non tutti sanno che nel XVI secolo, ben un terzo dell’argento di tutto il mondo proveniva proprio da questa miniera, perfettamente integrata nel paesaggio circostante, di boschi e montagne. Altri siti legati allo sviluppo economico del Giappone dichiarati patrimonio mondiale Unesco sono il Mulino della seta di Tomioka e i siti della Rivoluzione industriale Meiji. Costruito alla fine del XIX secolo, quando il Paese aspirava a diventare una grande potenza industriale, il Mulino della seta di Tomioka è un importante esempio di modernizzazione della condizione delle donne, che qui, oltre a un lavoro, potevano avere una casa, istruzione, assistenza medica, e servizi. Più o meno nello stesso periodo, il Giappone conosce un rapido sviluppo nel campo della costruzione navale industriale, della siderurgia e dell’estrazione del carbone. La storia dei siti Meiji è legata a quella dei cinque samurai Choshu, che permisero al Giappone di prosperare con nuove idee e tecnologie, apprese all’estero.

 

Andando indietro nel tempo, il nostro viaggio ideale nella storia del Giappone ci porta fino al periodo Jōmon, oltre 10mila anni fa, di cui sono interessante e viva testimonianza i siti archeologici Jōmon del Giappone settentrionali, villaggi in cui è tuttora possibile conoscere i modi di vita delle popolazioni Jōmon.

Particolarmente curiosi sono i Mozu – Furuichi Kofun, il gruppo di tombe dei governanti del Giappone che si trovano nei pressi di Osaka. Da lontano, sembrano basse colline boscose dalla forma irregolare, in realtà si tratta di magnifiche tombe, veri e propri capolavori di ingegneria architettonica e civile, tra cui spicca il Mausoleo dell’imperatore Nintoku, che con i suoi 486 metri di lunghezza e 34,8 metri di altezza è una delle tombe più grandi al mondo, insieme a quella dell’imperatore Quin in Cina e alla Piramide di Giza.

Tra gli altri siti culturali del Giappone iscritti nella WHL troviamo anche l’isola sacra di Okinoshima e i siti correlati della regione di Munakata e gli imponenti Templi e santuari di Nikko.

 

Cinque, invece, sono i siti naturalistici, considerati Patrimonio dell’Umanità. Situato sulla punta nordorientale dell’isola di Hokkaido, Shiretoko, con la sua natura selvaggia e varia, è stato iscritto nella WHL nel luglio 2005, a testimonianza della sua ricchezza, tra boschi, laghi, rocce e una fauna davvero unica. Allo stesso modo, nel nord del Paese, troviamo il sito naturalistico di Shirakami Sanchi, la faggeta primordiale, che è la più grande dell’Asia orientale.

 

Nel Giappone meridionale troviamo, quindi, l’isola di Amami-Oshima, l’isola di Tokunoshima, la parte settentrionale dell’isola di Okinawa e l’isola di Iriomote che costituiscono un’area di foreste subtropicali di latifoglie sempreverdi, caratterizzata da un’elevata piovosità dovuta alla corrente oceanica Kuroshio. Qui si estendono foreste di mangrovie e altri ecosistemi unici e meravigliosi, introvabili altrove. Altri paradisi naturalistici sono quelli delle isole Ogasawara, ben 30 isole scrigno di biodiversità ed ecosistemi da preservare e dell’isola di Yakushima, cosiddetta le Alpi dell’Oceano per le sue alte montagne.

Link utili – https://bit.ly/44DI2ZG

Contatti JNTO Rome office
********************************************
Ente Nazionale del Turismo Giapponese
Ufficio di Roma
 
Via Barberini 95, 00187, Roma, Italia
(si riceve il martedi e giovedi 14-17 solo su prenotazione)
Web: https://www.japan.travel/it/it/
Facebook: https://www.facebook.com/ScopriilGiappone
Instagram: visitjapan_it
Youtube: Visit Japan Italia
********************************************