ASSISI


24/25 SETTEMBRE 2026

SALONE INTERNAZIONALE
DEL TURISMO

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Il WTE 2026 in Umbria, occasione di riflessione sul patrimonio della regione.
La Presidente Stefania Proietti illustra obiettivi e strategie.

16 Febbraio 2026

NEWSLETTER A CURA DEL WTE

Il WTE 2026 in Umbria, occasione di riflessione sul patrimonio della regione.
La Presidente Stefania Proietti illustra obiettivi e strategie.

 

Il World Tourism Event tornerà ad Assisi il 24 e 25 settembre 2026, in un contesto di particolare rilevanza simbolica e culturale per l’Umbria, segnato dall’ottavo centenario della morte di San Francesco. Una concomitanza che rappresenta per l’Umbria un’occasione di riflessione sul ruolo del patrimonio della regione, non solo come attrattore turistico, ma come leva di sviluppo sostenibile, di qualità dell’accoglienza e di costruzione di una visione di lungo periodo.

In questa intervista, la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, illustra gli obiettivi con cui la Regione guarda al WTE 2026, le strategie messe in campo per la tutela e la valorizzazione dei siti UNESCO umbri e il significato che questo patrimonio assume per il futuro del territorio, rivolgendo infine un invito a operatori, buyer e pubblico a partecipare a un evento pensato come spazio di confronto, lavoro e responsabilità condivisa.

Nel 2026 il WTE si svolgerà ad Assisi in concomitanza con gli 800 anni della morte di San Francesco. Con quali obiettivi, dunque, la Regione guarda a questa edizione?

La Regione Umbria guarda al World Tourism Event 2026 come a una leva di posizionamento internazionale e di lavoro concreto con gli operatori. L’obiettivo principale è mettere a sistema, in un’unica cornice, due dimensioni che nel 2026 si intrecciano in modo naturale: da un lato il valore universale dei siti UNESCO, dall’altro la forza attrattiva e simbolica dell’ottavo centenario francescano. Il Salone internazionale del turismo, in questa prospettiva, diventa una piattaforma operativa per qualificare ulteriormente l’offerta regionale in termini di sostenibilità, accessibilità, qualità dei servizi e capacità di accoglienza, con attenzione alla gestione dei flussi e alla tutela dei luoghi.

Un altro obiettivo è rafforzare la filiera” umbra legata al patrimonio culturale: istituzioni, enti gestori dei siti, operatori turistici, strutture ricettive, guide, trasporti, artigianato e produzioni territoriali. In concreto, significa creare occasioni strutturate di incontro con buyer e stakeholder internazionali e tradurre la notorietà di Assisi in opportunità diffuse anche per altri contesti regionali, puntando su itinerari e proposte che allunghino la permanenza e favoriscano una fruizione più equilibrata del territorio. Il WTE nasce proprio come evento dedicato ai siti UNESCO e alle loro destinazioni, ed è questa specializzazione che la Regione intende valorizzare.

Un terzo obiettivo riguarda l’eredità: il 2026 non va interpretato come un anno evento” che si esaurisce, ma come un acceleratore per consolidare standard e strumenti utili anche dopo. Per la Regione, ciò significa lavorare su prodotti turistici coerenti con i valori UNESCO, su una comunicazione integrata, su servizi che rendano i luoghi più leggibili e più accessibili, e su un modello di collaborazione stabile con il Comune ospitante e con gli altri soggetti coinvolti. Anche la sede prevista, il Palazzo del Monte Frumentario, rafforza questo messaggio: un luogo storico che richiama la stratificazione culturale di Assisi e l’idea di patrimonio come bene vivo.

Come si sta muovendo la Regione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio UNESCO umbro?

La Regione si muove lungo un asse chiaro: tutela e valorizzazione devono procedere insieme, perché la reputazione UNESCO si fonda sulla conservazione, ma produce valore solo se la fruizione è governata con qualità e responsabilità. In Umbria, il patrimonio UNESCO comprende in particolare il sito Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani” e, nel sito seriale longobardo, la Basilica di San Salvatore a Spoleto e il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno.

Sul piano della tutela, l’impostazione coerente con gli standard UNESCO richiede coordinamento tra livelli istituzionali e soggetti proprietari/gestori, attenzione alla manutenzione e alla conservazione programmata, gestione dei rischi e monitoraggio degli impatti. Sul piano della valorizzazione, l’indirizzo è orientare la promozione verso contenuti qualificati: interpretazione culturale dei luoghi, percorsi tematici, esperienze che rispettino la capacità di carico e riducano la pressione nei punti più sensibili, anche mediante la distribuzione dei visitatori e la destagionalizzazione. L’obiettivo non è “portare più persone in ogni caso”, ma portare visitatori più consapevoli, in tempi e modi compatibili con la fragilità e la dignità dei siti.

In questa strategia, il WTE 2026 rappresenta uno strumento di valorizzazione particolarmente coerente, perché è costruito come evento internazionale dedicato ai siti UNESCO e prevede il coinvolgimento della Regione Umbria e del Comune di Assisi. In altre parole, la Regione non punta solo alla promozione, ma anche a una sede stabile di confronto con operatori e destinazioni omologhe, per condividere pratiche e soluzioni su accessibilità, sostenibilità e qualità dell’offerta.

Quanto conta questo patrimonio nel futuro della Regione, non solo dal punto di vista turistico?

Il patrimonio UNESCO conta perché è un asset” che lavora su più piani contemporaneamente. Certamente sostiene l’economia turistica, ma non si esaurisce lì. Incide sulla qualità urbana e territoriale, perché impone standard più alti di cura dello spazio pubblico, di tutela del paesaggio e di gestione dei processi di trasformazione; e incide sulla capacità della Regione di attrarre competenze, ricerca, investimenti culturali e progettualità internazionali, proprio perché la credibilità UNESCO è un indicatore riconosciuto di valore e affidabilità.

Conta anche sul piano educativo e civico: i siti UNESCO, se interpretati correttamente, sono infrastrutture culturali” che generano conoscenza, consapevolezza storica e senso di responsabilità verso i beni comuni. E conta sul piano della coesione sociale e della vivibilità, perché un patrimonio ben gestito attiva servizi, lavoro qualificato, rigenerazione, accessibilità e sicurezza dei luoghi. In sintesi, il futuro dell’Umbria passa anche dalla capacità di trasformare il riconoscimento UNESCO in una politica pubblica integrata: cultura, mobilità, ambiente, scuola, innovazione digitale, imprese culturali e creative, accoglienza.

Se dovesse rivolgere un invito a partecipare al WTE (espositori, buyer e pubblico) su cosa punterebbe?

L’invito punterebbe su tre elementi concreti. Primo, la specializzazione: il WTE è un appuntamento internazionale focalizzato sui siti patrimonio mondiale UNESCO, quindi offre un contesto mirato e professionale per chi lavora su destinazioni culturali di alto profilo. Secondo, la cornice: Assisi nel 2026, nell’anno dell’ottavo centenario francescano, rappresenta un luogo e un tempo in cui il tema UNESCO si connette in modo naturale a valori universali come pace, dialogo e responsabilità verso il patrimonio. Terzo, l’opportunità operativa: due giornate, 24 e 25 settembre 2026, in una sede storica come il Palazzo del Monte Frumentario, per costruire relazioni, accordi, scambi e progettualità che producano risultati misurabili per le destinazioni e per gli operatori.

Agli espositori, il messaggio è che l’Umbria vuole presentarsi con un’offerta credibile, fatta di qualità e visione, e che il WTE è la sede giusta per raccontare prodotti turistici sostenibili legati ai grandi attrattori culturali, ma anche ai percorsi meno noti. Ai buyer, che qui trovano interlocutori istituzionali e operatori selezionati in un contesto altamente coerente con la domanda di turismo culturale. Al pubblico, che può vivere un’esperienza di conoscenza dei siti UNESCO non come elenco di luoghi da vedere”, ma come invito a comprenderne il valore e a visitarli con rispetto, attenzione e tempi adeguati.


L’appuntamento con il World Tourism Event for World Heritage Sites è ad Assisi dal 24 al 25 settembre 2026.
Lo staff del WTE è a disposizione per trovare la migliore soluzione per la vostra partecipazione.
Per informazioni: Tel 3382586688  | mail info@wtevent.itwww.wtevent.it