La Fiavet punta sui beni Unesco

20 Luglio 2020
Dal 24 al 26 settembre prossimo la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo sarà al World Tourism Event Unesco a Roma I siti Unesco, la più grande ricchezza dell’offerta italiana, da cui far ripartire il turismo. Anche con questa convinzione, la Fiavet, Federazione Italiana Associazioni e Imprese Viaggi e Turismo, ha scelto il Wte Unesco, Salone Internazionale dei siti e città patrimonio dell’Umanità, che si terrà a Roma dal 24 al 26 settembre prossimo, come sede dell’assemblea nazionale 2020. A spiegare meglio le motivazioni della presenza Fiavet al Wte è proprio la presidente Ivana Jelinic. “Quale Federazione -afferma la presidente- crediamo che questo sia il momento di innovare guardando ai tratti distintivi quale è per noi il patrimonio Unesco, soprattutto quello meno noto, che può essere volano di economia turistica. Realizzare la nostra assemblea durante il WTE Unesco significa porre un faro su un segmento proprio nel 2020, anno in cui la questione della bellezza, della cultura si sposa in modo così importante con la sicurezza che in questi luoghi è più che garantita.”   Le agenzie di viaggio si trovano a vivere un momento particolarmente critico in questa prima metà del 2020 a causa del Covid 19. Quali sono le previsioni per il prossimo futuro? È un momento non facile per il turismo, e pianificare è quantomai complesso perché le reazioni del mercato cambiano giorno per giorno. Tuttavia, sia le ricerche UNWTO che i dati ENIT ci riconfermano ancora una volta che i siti Unesco rappresentano il più duraturo e profondo bene, la più grande ricchezza dell’offerta italiana. Una cultura materiale e immateriale che vede la destinazione Italia svettare nel mondo, con un primato indiscusso per un Paese così piccolo e vario. Aggiungo, che nonostante le critiche che noi italiani usiamo fare per primi a noi stessi, nella maggior parte dei casi la conservazione di questo patrimonio fa parte della nostra identità, delle nostre radici. Credo che sia questo il momento migliore per gli italiani di conoscere questo patrimonio. Al di là degli esempi più noti troviamo intere zone da visitare come il centro storico di Roma, o alcuni territori, come il Cilento, oppure per cercare di scoprire le ville palladiane, le città difensive, le incisioni rupestri, la nostra dieta mediterranea.   Come, a suo avviso, il brand Unesco può essere spendibile per far ripartire il turismo? Molti Paesi concentrano la propria promozione su beni Unesco, noi, avendone moltissimi, talvolta non investiamo a pioggia affinché questa ricchezza culturale si trasformi in un moltiplicatore di flussi turistici e quindi economici. Invece, il bene funge da attrattore, ma le conseguenze riguardano lo sviluppo nel territorio, la crescita dell’indotto e poi la naturale condivisione dell’esperienza che si trasforma nella migliore promozione, perché esclusiva di quel luogo, di quel bene, di quella risorsa.   Ulteriori informazioni e news sul sito www.wtevent.it