Nella naturale bellezza delle faggete vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
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Nella naturale bellezza delle faggete vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Con un terzo del proprio territorio vincolato da ben tre parchi nazionali e uno regionale, oltre a decine di altre aree protette e riserve naturali, l’Abruzzo non solo esprime un primato culturale e civile nella protezione dell’ambiente, ma si colloca in Europa come autentico cuore verde del Mediterraneo.
All’interno dei confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – nato nel 1922, è il più antico d’Italia, sebbene sia stato istituito ufficialmente con regio decreto solo l’anno successivo – si nasconde un luogo magico, sospeso nel tempo e nello spazio, dove ci sono alberi nati prima della fine del Medioevo e la natura regna indisturbata grazie alla totale assenza di azione da parte dell’uomo. Stiamo parlando delle cinque faggete vetuste d’Abruzzo, dal 2017 patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO per il proprio valore ecologico di rilievo globale.
Diversi i siti interessati per un totale di circa mille ettari, a partire dalla Val Cervara, nel territorio del comune di Villavallelonga. Qui, ad un’altitudine compresa tra 1600 e 1850 metri di quota, sono custoditi alcuni straordinari patriarchi con un’età stimata di oltre 560 anni che ne fanno la faggeta con gli esemplari più longevi dell’intero Emisfero settentrionale. È possibile visitarla grazie ad un itinerario che la costeggia percorribile tutto l’anno – anche se consigliamo di affrontarlo in primavera e autunno –, attraversando tratti dall’elevato grado di naturalità. Seguendo il sentiero R5, con circa 5 ore di cammino e 600 metri di dislivello, dai Prati d’Angro si arriva al valico di Sorgente Puzza dopo essersi affacciati sul belvedere della Val Cervara perdendosi in tutta la sua primordiale bellezza.

Spostandosi nel comune di Lecce nei Marsi, la Selva Moricento regala 193 ettari di pura wilderness tra crinali montuosi e doline carsiche, nascondendo grotte e splendide radure, habitat per lupi, orsi e altre specie diverse. In una terra di nessuno contesa tra i comuni di Pescasseroli e Scanno, invece, si sviluppano i 105 ettari della foresta Coppo del Morto. È l’altra faggeta dove sono stati individuati alberi che superano i cinquecento anni di età, sviluppata lungo un ripido pendio dell’imponente sistema montuoso della Montagna Grande, in una delle zone paesaggisticamente più affascinanti dell’intero parco.
Sempre a Pescasseroli, l’area conosciuta come la Difesa, ospita i 194 ettari della foresta di Coppo del Principe, bellissima e suggestiva porzione di verde fondamentale per l’orso bruno marsicano e per alcune specie forestali preziose come il picchio dalmatino e il coleottero Rosalia alpina. Infine, il sito più vasto – ben 325 ettari – lo troviamo nella Val Fondillo, tra i territori di Opi e Civitella Alfedena. È costituito da due foreste, quella di Cacciagrande e di Valle Jancino, le uniche attraversate da diversi corsi d’acqua; zone umide scrigni di biodiversità nelle quali convivono specie altrove rare, dalla salamandra pezzata appenninica all’orchidea Scarpetta di Venere.

Oltre agli aspetti naturalistici delle sue splendide faggete, con oltre 150 itinerari escursionistici il parco offre possibilità di trekking e uscite a cavallo e in mountain bike praticamente infinite. Non solo, una rete diffusa di piccoli e antichi paesi dalla storia plurisecolare custodisce un ricco patrimonio di beni artistici e saperi tradizionali che spaziano dall’artigianato alle bontà della tavola basate su cereali d’altura come grano Solina e farro, legumi, mieli aromatici e una notevole produzione di formaggi.

L’appuntamento con il World Tourism Event for World Heritage Sites è ad Assisi dal 24 al 25 settembre 2026.
Lo staff del WTE è a disposizione per trovare la migliore soluzione di partecipazione all’evento.
Per informazioni: Tel 3382586688 | mail info@wtevent.it | www.wtevent.it


